LEZIONE 6


La scala di riduzione

Per rappresentare un territorio con una carta geografica è necessario che tutti gli elementi presenti nella carta e le distanze che li separano vengano disegnati in proporzione, cioè in maniera inferiore rispetto a quanto sono in realtà. La proporzione scelta per ogni tipo di carta si chiama scala di riduzione.


Riprodurre in scala 

Che cosa significa, nella pratica, rappresentare in scala? Se vogliamo disegnare su un foglio una strada e consideriamo la sua grandezza reale pari a 20 metri, potremmo ridurla di 100 volte tracciando un segmento lungo 0,2 metri, ovvero 20 centimetri. Allo stesso modo una grandezza di 500 000 centimetri, ridotta di 100 volte, sulla carta risulterà pari a 5 000 centimetri. Una scala si definisce piccola quando il territorio rappresentato è stato ridotto di molto e risulta quindi poco dettagliato (è il caso delle carte corografiche e geografiche), mentre si definisce grande quando il territorio appare più ingrandito e ricco di dettagli e particolari (come nelle piante, o mappe, e nelle carte topografiche). 


Le carte in base alla scala

A seconda della scala utilizzata, si distinguono diversi tipi di carte:


Tipi di scala

Le scale sono di due tipologie: scala numerica e grafica. La scala numerica è una frazione in cui il numeratore è sempre 1, mentre il denominatore è un numero variabile che indica quante volte bisogna moltiplicare una grandezza della carta per trovare il valore della grandezza reale. In una carta in scala 1 : 25 000 (uno a venticinquemila) un centimetro equivale a 25 000 centimetri nella realtà. La scala grafica è la rappresentazione del rapporto della scala numerica e consiste in un segmento diviso in parti uguali di colore bianco e nero che corrispondono a distanze chilometriche sul territorio.




RAPPRESENTARE LA TERRA

Raffigurare la Terra, che è sferica, in un planisfero, cioè una carta piana, è un’impresa difficile: il risultato sarà sempre quello di avere una carta deformata e non del tutto corrispondente alla realtà. Nel corso dei secoli vi sono stati due modelli importanti per la cartografia. Il primo, risalente al XVI secolo, è quello realizzato da Gerardo Mercatore: la carta è una proiezione cilindrica del planisfero ed è molto utile per la navigazione (motivo per cui venne realizzata nel Cinquecento). La proiezione di Mercatore, tuttavia, deforma le dimensioni dei continenti: pone l’Europa al centro del mondo, ingrandendo le terre vicine ai poli e rimpiccolendo quelle vicine all’Equatore. In tal modo Africa e America del Sud risultano notevolmente rimpiccolite, rispetto invece alla Groenlandia che così risulta ingigantita. Il secondo modello è la carta di Arno Peters (realizzata negli anni Settanta del Novecento) che, invece, rispetta le dimensioni dei continenti e degli Stati. La carta è stata realizzata scomponendo il mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali: in tal modo le proporzioni vengono rispettate.