LEZIONE 13
Il paesaggio della pianura
Le pianure sono estese porzioni di territorio con dislivelli minimi, che permettono ai fiumi di scorrere verso il mare. Quando le pianure si trovano sopra i 300 metri sul livello del mare vengono chiamate altopiani, mentre se non superano i 300 m s.l.m. sono dette bassopiani.
Tipi di pianure
In base al modo in cui si sono formate, si distinguono diversi tipi di pianure:
-
le pianure alluvionali, costituitesi nel corso del tempo in seguito all’accumulo di sedimenti e detriti (ciottoli, terra, ghiaia, sabbia) trasportati dai fiumi. Nel caso si tratti di accumulo di sedimenti nell’area della foce a delta dei fiumi, in prossimità del mare, si formano le pianure costiere;
-
le pianure di erosione, che si formano quando ghiacciai, venti e acque erodono antichi rilievi, rendendoli pianeggianti;
-
le pianure di sollevamento (o tettoniche), costituite da antichi fondali marini sollevatisi in seguito a movimenti della crosta terrestre;
-
le pianure vulcaniche, derivate dall’accumulo di lava, cenere e altro materiale eruttato dai vulcani che, depositatosi, ha ricoperto delle conche. Questo tipo di terreno le rende particolarmente fertili;
-
le pianure artificiali, infine, sono quelle create direttamente dall’azione dell’uomo tramite la bonifica di aree paludose o il prosciugamento di fondali marini (come nel caso dei polder, vedi pag. 174).


La Pianura Padana, di origine alluvionale, è una delle pianure più estese d’Europa. Occupa gran parte dell’Italia settentrionale, dalle Alpi occidentali fino al Mar Adriatico, ed è attraversata dal fiume Po, che con i suoi numerosi affluenti ha contribuito a formarla.