LEZIONE 14
Il paesaggio fluviale
Fiumi, canali, torrenti, ruscelli, laghi e tutte le risorse idriche che si trovano sulle terre emerse formano il sistema delle acque interne, alimentate più o meno direttamente dallo scioglimento dei ghiacciai o dall’acqua piovana, sia essa pioggia o neve. Le acque interne sono anche definite acque dolci, per distinguerle da quelle salate di oceani e mari.
Il fiume
L’acqua sgorga in superficie in un punto chiamato sorgente e forma il fiume, che scorre in un letto (o alveo) delimitato da due rive (o sponde); esso è rifornito da ruscelli (corsi d’acqua di piccole dimensioni), torrenti (corsi d’acqua stagionali con un percorso interrotto da cascate e rapide) ed eventuali canali realizzati dall’uomo.
La portata del fiume
La grandezza di un fiume si misura con la portata, vale a dire la quantità d’acqua che passa in una sezione del corso d’acqua in un secondo (m3/s). Il regime è la variazione della portata durante l’anno: infatti ogni fiume conosce periodi di piena, quando la portata è massima, e di magra, quando la portata è minima. Insieme a particolari condizioni meteorologiche, possono verificarsi lo straripamento del fiume, ossia l’uscita dai suoi argini, oppure la secca, quando le acque diminuiscono fino al prosciugamento. Il corso del fiume
Il corso del fiume
Si definisce alto corso del fiume la parte in prossimità della sorgente e dei rilievi. Il medio corso del fiume, invece, è il tratto in cui i pendii si fanno più dolci e i corsi d’acqua secondari che non arrivano fino al mare diventano affluenti dei fiumi principali, versando in essi le loro acque. Il punto di incontro di due fiumi si chiama confluenza. L’area attraversata dal fiume principale e da tutti i suoi affluenti prende il nome di bacino idrografico. Il basso corso del fiume, infine, è il territorio pianeggiante nei pressi della foce, il luogo in cui il fiume riversa le sue acque nel mare. Nel basso corso, generalmente, il fiume scorre lento e forma ampie curvature, i meandri. Durante il suo percorso un fiume può incontrare un lago, cioè una massa di acqua racchiusa in una cavità terrestre (vedi pag. 46). Si definisce immissario il fiume che porta acqua al lago ed emissario il fiume che esce dal lago.
La foce del fiume
La foce può essere a delta, quando i detriti del fiume vi si depositano, creando isole sabbiose e dividendo il corso d’acqua in tanti bracci minori, oppure a estuario, dove il fiume si getta in mare senza ramificazioni, con una forma a imbuto. Si ha una foce a delta quando le correnti marine sono deboli e consentono ai detriti di accumularsi e formare isolotti e banchi di sabbia. La foce a estuario è invece determinata da forti correnti marine che trasportano lontano i detriti, permettendo al fiume di gettarsi in mare senza sbarramenti.


La foce a delta (sopra) e a estuario (sotto).