LEZIONE 19


Gli insediamenti rurali

La popolazione rurale vive generalmente in case sparse tra i campi (insediamento sparso) oppure in villaggi, anche di grosse dimensioni (insediamento accentrato). La scelta del tipo di insediamento dipende da fattori storici, ambientali e produttivi.


Insediamenti sparsi e accentrati

L’ insediamento sparso è sorto in aree ricche di terreni favorevoli alle attività agricole e di fonti idriche. È il tipo di insediamento più diffuso tra i coltivatori e gli allevatori proprietari dei terreni agricoli, che sono soliti vivere in abitazioni isolate e distribuite nella campagna. L’insediamento accentrato, invece, è sorto generalmente nelle aree con pochi terreni fertili e laddove c’era la necessità di utilizzare al meglio le scarse e concentrate risorse idriche. È tipico delle aree popolate da contadini senza terreni di proprietà, che in passato si radunavano nei villaggi, spesso distanti dai campi di lavoro, per risparmiare spazio e difendersi meglio dai nemici esterni. Il latifondista è l’unico proprietario di una grande estensione di terreno che viene coltivato dai braccianti; il mezzadro è un contadino libero di coltivare ciò che preferisce pagando al proprietario l’affitto del terreno con una parte del raccolto.


Gli edifici rurali

Nei territori rurali, la popolazione vive in abitazioni di tipo tradizionale o in case moderne. Le case di campagna tradizionali hanno spazi per la vita quotidiana delle famiglie dei contadini, per riporre gli attrezzi e le macchine agricole, per custodire il mangime del bestiame o i prodotti della coltivazione (fienili e silos), per il ricovero degli animali da allevamento (stalle). A seconda dell’area geografica in cui si trovano e delle caratteristiche architettoniche, assumono nomi diversi: in Italia le più diffuse sono la cascina, la masseria e il podere per quanto riguarda i territori pianeggianti e collinari; la baita, la casera, il maso e la casa Walser sono invece le dimore rurali di montagna.

Nelle case rurali moderne gli ambienti destinati alle famiglie e quelli destinati al lavoro agricolo o all’allevamento sono separati. Pertanto le abitazioni assomigliano a villette dove è spesso possibile riscontrare l’unione dello stile rustico con il moderno, mentre gli edifici di servizio hanno l’aspetto di capannoni.


Sorte tra il Cinquecento e il Settecento nell’Italia meridionale (in particolare Puglia e Sicilia), le masserie costituiscono delle grandi aziende agricole comprendenti le abitazioni del proprietario e dei contadini, le stalle e gli edifici destinati alla conservazione o alla lavorazione dei prodotti agricoli. Oggi molti di questi edifici storici sono stati restaurati per farne agriturismi e strutture alberghiere.


Le cascine sono grandi edifici rurali comprendenti abitazioni, stalle, fienili, granai, pozzi, forni e magazzini. In genere isolate e circondate da ampi campi coltivati, sono tipiche della Pianura Padana, soprattutto dell’area lombarda, piemontese ed emiliana.



Lavoratore agricolo stipendiato.