AGENDA 2030


VIVERE IN CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI E INCLUSIVE

Oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in città, ma si stima che entro il 2030 nelle aree urbane risiederà più del 60% dell’umanità, percentuale che raggiungerà quasi il 70% entro il 2050. Non per tutti la città rappresenta un luogo di benessere e inclusione: circa 1 miliardo di persone vive nelle baraccopoli e le periferie di molte metropoli sono luoghi di degrado e di isolamento sociale. Le città inoltre contribuiscono per il 60-80% al consumo energetico globale e producono il 75% delle emissioni di carbonio, oltre a quantità gigantesche di rifiuti. 



OBIETTIVO 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Secondo l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030, la sfida che ci attende è quella di trasformare le città in luoghi inclusivi, sicuri e sostenibili. Il primo importante passo sulla strada dell’inclusione consiste nell’offrire a tutti gli abitanti i servizi di base e nel riqualificare i quartieri poveri. Questo significa non solo abbattere le baraccopoli, ma anche realizzare infrastrutture e migliorare i collegamenti (anche offrendo un sistema di trasporto pubblico sicuro) tra i quartieri periferici delle metropoli e le aree centrali, dove si trovano i principali servizi. 



Fondamentale è poi la questione dell’impatto ambientale delle città, che devono diventare il più possibile sostenibili, migliorando la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti. Si tratta di una sfida globale, che riguarda sicuramente i Paesi in via di sviluppo, la cui crescita deve avvenire all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale, ma anche i Paesi più sviluppati e ricchi, che devono ridurre l’impatto inquinante delle metropoli, adottando nuove tecnologie, e riqualificare i quartieri popolari, consentendo a chi vi abita di fruire con facilità dei servizi urbani. 



FACCIAMO UN DIBATTITO

Oggi si parla tanto di mobilità elettrica, ma i motori elettrici sono davvero una soluzione sostenibile? Se tutti utilizzassimo mezzi elettrici, il consumo nazionale di energia elettrica aumenterebbe notevolmente e si porrebbe il problema dello smaltimento delle batterie, senza contare il costo dei veicoli elettrici, proibitivi per gran parte della popolazione. Per queste ragioni alcuni suggeriscono di puntare non sulla mobilità sostenibile privata, ma su quella pubblica. Dividetevi in gruppi, cercate materiale su queste due opposte posizioni e avviate il dibattito in classe.