LEZIONE 49
Gli europei «invecchiano»
La popolazione europea, da qualche tempo, sta diminuendo e invecchiando sempre più: al considerevole allungamento dell’aspettativa di vita è corrisposto anche un forte calo delle nascite. Sono conseguenze di una società benestante ed evoluta, ma determinano profondi cambiamenti che il continente dovrà essere pronto ad affrontare.
Calo delle nascite e ricambio generazionale
In futuro la popolazione europea è destinata a diminuire: secondo recenti stime dell’ONU, nel 2050 si passerà dagli oltre 720 milioni di abitanti attuali a poco più di 700 milioni. Le diminuzioni più significative riguarderanno i Paesi che hanno un saldo naturale, ovvero il saldo fra i nati e i morti in un anno, con valore negativo, come Italia, Germania, Ucraina e Romania, mentre sono destinati a crescere i Paesi che registrano un valore positivo, come Francia, Regno Unito e Svezia.
Nel conteggio va tenuto conto dei flussi migratori verso l’Europa. Nonostante il contributo alla popolazione dato dagli immigrati, in Italia il calo delle nascite sembra ormai una tendenza inarrestabile. Nel 2020 il numero medio di figli per donna era pari a 1,32: ben al di sotto di quanto sarebbe necessario (2,1 figli per donna) per assicurare il ricambio generazionale.
Speranza di vita, giovani e anziani in Europa
Il miglioramento della qualità della vita e i progressi in campo medico e scientifico hanno aumentato, come visto, l’ aspettativa di vita tra i 27 Paesi dell’Unione Europea e dell’Italia in particolare. L’Italia è, insieme alla Spagna, tra i Paesi dell’UE con un’aspettativa di vita maggiore: 80,8 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne.
L’età media degli europei è di 43,1 anni, contro i 30 anni del secolo precedente; si va dai 46,3 anni dell’Italia, il Paese più vecchio, ai 37,3 anni dell’Irlanda, il più giovane. Dunque, l’Europa invecchia ma a diverse velocità: i Paesi dell’Europa occidentale sono più vecchi, i Paesi dell’Est sono più giovani.
Popolazione e lavoro
Con popolazione attiva si indica il numero di persone in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni); ne sono quindi esclusi studenti e pensionati. Al 2018, nell’Unione Europea la popolazione attiva era pari al 64,7%. Considerando il calo di natalità e la longevità della popolazione, in relazione al mercato del lavoro, è stato calcolato che nel 2050 in Europa potrebbero esservi 4 persone in età lavorativa ogni 3 persone inattive, mentre oggi il rapporto è di 2 a 1.

La popolazione europea, specie nei Paesi dell’area occidentale, registra da anni un continuo avanzamento dell’età media.
L’EUROPA INVECCHIA
Con l’incremento della speranza di vita, nella società europea sta aumentando, e si accentuerà nei prossimi anni, il numero di persone molto anziane. Si prevede che la percentuale di persone di età pari o superiore agli 80 anni risulterà più che raddoppiata nel 2100, fino a costituire il 14,6% della popolazione totale. Questi dati sulla longevità degli europei dovranno essere aggiornati al 2020, dopo che si saranno misurati gli effetti della pandemia da COVID-19. Un recente studio delle Università di Glasgow ed Edimburgo ha evidenziato che chi è deceduto per gli effetti indotti dal virus, avrebbe potuto vivere ben più a lungo, esattamente 13 anni in più se uomo e 11 in più se donna, nel caso non si fosse infettato.
