Profughi e rifugiati

Il profugo è chi fugge dal proprio Paese a seguito di guerre, povertà, carestie o calamità naturali. Il rifugiato, invece, è chi è costretto a fuggire oppure è stato espulso dal proprio Paese a causa di discriminazioni politiche, razziali o religiose.
Negli ultimi anni migliaia di profughi e rifugiati sono stati purtroppo costretti a lasciare la propria terra per dirigersi verso altri Paesi più sicuri, in cerca di lavoro e protezione. Il fenomeno ha riguardato anche l’Italia, per raggiungere la quale molti sono costretti a viaggi pericolosi, correndo talvolta rischi mortali. Tra i profughi approdati in Italia i più intendono proseguire verso altri Paesi come Germania, Francia, Regno Unito, Svezia, dove spesso hanno parenti o connazionali in grado di favorire il loro inserimento. Chi invece ha interesse a restare in Italia, presenta una
richiesta di asilo o di protezione umanitaria: se ne ha i requisiti, ovvero se rientrando in patria rischia di essere ucciso, torturato o incarcerato, la richiesta viene accolta e il profugo ottiene lo status di rifugiato. In Italia, al 2018, i rifugiati erano 131 000 su oltre 60 milioni abitanti.


Emigranti italiani appena sbarcati a Ellis Island, negli Stati Uniti, agli inizi del XX secolo.


L’Italia dal 2015 al 2017 ha avuto un incremento annuo del 9,8% sul numero totale di rifugiati e richiedenti asilo . Un incremento molto meno alto di quello di Austria (37%), Grecia (30,9%), Germania (26,7%), Spagna (23,9%). Sebbene il fenomeno dei profughi che raggiungono il nostro Paese sembri molto rilevante, al 2017 l’Italia non risultava fra i primi 20 Paesi al mondo con il maggior numero di rifugiati: prima è la Turchia, secondo il Pakistan, terzo il Libano. Tra i Paesi europei solo la Germania è presente in tale classifica, al sesto posto.



LA «FUGA DI CERVELLI»

La «fuga di cervelli» è un fenomeno che interessa in particolar modo i giovani: laureati, ricercatori, tecnici e professionisti qualificati si recano all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e nei Paesi più sviluppati dell’UE, alla ricerca di un lavoro che garantisca loro una retribuzione adeguata e migliori prospettive di carriera. Il fenomeno preoccupa i governi, perché può rallentare il progresso della ricerca e della tecnologia e, quindi, il progresso culturale ed economico dei Paesi dai quali si emigra.



ESERCIZI

Lavora sul testo

Competenze digitali